Come fare una seconda buona impressione

Se è bene fare una buona prima impressione, vero è anche che, se alla prima non va’ così bene, si potrà riflettere sul fare una seconda buona prima impressione. Imparando da ciò che potrebbe non aver funzionato così correttamente al primo tentativo.
 
Questo bisogno si manifesta in ambito professionale più spesso quando sentiamo che gli altri non percepiscono a pieno le nostre competenze, o non ci sentiamo pienamente inseriti nel ruolo o mansione che svolgiamo. L’abito non veste il monaco, ma lo aiuta. In che modo? Veicolando attraverso capi, colori, accessori l’identità professionale, così da sentircela più addosso e farla riconoscere agli altri.
 
Come fare quindi quella che io definisco una seconda buona impressione?
Questo si adatta meglio a chi è già inserito in ambito lavorativo, ma non sente la sua immagine così adeguata a ruolo o alle proprie reali capacità e competenze, o per chi svolge la libera professione e vorrebbe modificare la percezione che i clienti hanno di lui/lei.
Facile a dirsi, difficile a farsi? Con la giusta guida, meno di quello che si possa pensare. Perchè basterà definire quei piccoli dettagli che nel complesso della tua immagine, potrebbero modificare la percezione di te da parte degli altri. Questo permetterà di acquisire maggior sicurezza e agio, mantenendo la propria identità esprimendosi al meglio anche all’apparenza.
 
Che professionista vuoi essere? La tua immagine ti rappresenta?